Belli i tempi della Vespa e del Ciao! Ai tempi dei miei 15-16 anni (quindi negli anni '80) praticamente tutti i ragazzi avevano la Vespa (vari modelli) e le ragazze il Ciao (anche se qualcuna aveva la Vespa ereditata dal fratello più grande).
Ricordo che si cercava di personalizzare la propria moto, per poterla riconoscere tra le altre a prima vista. Almeno, così han fatto i ragazzi che frequentavo in paese. Credo che infanzia e adolescenza vissute in un paese rendano leggermente di più che se vissute in città.
Quindi, alcuni miei amici avevano elaborato la Vespa per personalizzarla: uno l'aveva fatta verniciare di un bel colore rosa pastello, un altro ce l'aveva color amaranto metallizzato, un altro che aveva sia la Vespa che il Ciao, li aveva colorati di blu e poi ci aveva applicato dei bollini rosa (ma sto rosa....).
Comunque, a parte queste particolarità, ho un bel ricordo di quegli anni anche per merito di questi due mezzi di trasporto, che hanno portato la nostra compagnia in giro per i dintorni del paese, a far casino (per modo di dire), e a divertirci.
Io avevo un Ciao, modello "nuovo" (per l'epoca), blu, semplice, ma spesso scarrozzavo in Vespa con questo o con quello, non l'ho mai guidata però. Non ho mai capito come funzionano il cambio, le marce, la frizione o come caspita si chiama tutto il sistema. Sono imbranata.
Idee (poche e confuse), pensieri (molte volte sconnessi)
e opinioni (non necessariamente condivisibili)
di una strega parecchio smemo e dalla vita incasinata
martedì 24 ottobre 2006
La Vespa e il Ciao
lunedì 23 ottobre 2006
corsi e ricorsi
Da 5 anni frequento il "mondo virtuale", con le chat, i messenger, ora il blog.
In questi anni ho avuto l'occasione di conoscere tante persone. Con alcune ho instaurato un rapporto di amicizia profonda, che va al di là del monitor, anzi, praticamente manco ci si ricorda più di esserci conosciuti in questo modo.
Altre persone invece, conosciute per pochissimo tempo, a volte chiacchierandoci solo un paio di volte e nulla più, senza approfondire, forse perchè non scatta "il feeling". Poco interesse, poco da dirsi.
Con altre ancora ho percorso un pezzetto di strada (come si suol dire), chiacchierando piacevolmente per un po' di tempo, e poi.... boh, in modo naturale ci si allontana senza un particolare motivo.
Ecco, questi utimi rapporti fanno parte dei corsi e ricorsi.
Porto esempio (mi leggerà ): l'altro giorno ho trovato una mail di una persona che non sentivo da parecchio tempo, credo almeno un paio di anni, in cui mi chiedeva il contatto MSN. Bè, mi ha fatto piacere che si sia ricordata di me, dopo così tanto tempo, e so anche che era più "intima" con altre persone, più che con me. Ma abbiamo sempre chiacchierato piacevolmente in chat, e mi farà piacere chiacchierarci di nuovo quando capiterà.
Spero solo che, avendo pensato di contattare proprio me, sia stato perchè ho lasciato un buon ricordo.
sabato 21 ottobre 2006
L'ultima (si fa per dire) cena
Ecco qui. Resoconto della seconda serata preannunciata qualche post fa. La cena con i compagni di scuola delle superiori.
Questa volta eravamo in 12, e rispetto a 2 anni fa c'era una sola persona "nuova", il figo della classe, che ora, passati gli anni anche per lui, con qualche capello in meno e qualche chiletto in più, si è avvicinato agli standard degli altri.
Dunque, visto che con loro si va sempre nello stesso posto da 2 anni a questa parte, che poi è lo stesso posto in cui 22 anni fa abbiamo festeggiato il diploma, per quanto riguarda il cibo, nessuna sorpresa. Antipasti (pochi) soliti, 2 assaggi di risotto (con funghi porcini e con peperoni), agnolotti allo stufato, poi carrello di carni bollite o arrosto, contorni vari, e carrello dei dessert.
Le persone.... bè che dire... per fortuna mancavano quei 2-3 elementi snob, che sono sempre stati "di disturbo" all'unità della classe (quelli ci sono sempre purtroppo, in ogni classe che si rispetti), e quindi siamo stati davvero bene, come sempre sembra di essere ritornati a quando si andava a scuola, perchè tutti quanti siamo rimasti uguali, pur essendo cambiati nel fisico. I caratteri di base sono gli stessi, e insomma, ci siamo divertiti tantissimo, sia a ricordare i "vecchi tempi", sia a raccontare le nostre nuove vite.
Quindi un saluto e un abbraccio a:
L. (l'è semper le), vedi post cena precedente, la migliore amica, ci conosciamo da 41 anni, e ancora mi sopporta, santa donna!
L.L. sempre carina, dolce, un piacere chiacchierare con lei;
R.L. quella un annetto più grande, che appena ha avuto la patente ci scarrozzava su un Diane arancione. :-)
M.P. il "capobanda" quello che organizza i ritrovi, estroverso, molto simpatico e chiacchierone;
F.R. con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto, persona "seria" ma che cerca di non farsi prendere sul serio. Racconta un sacco di storielle. Ho parlato di lui in questo blog, nel post delle "matricole";
S.C. detto anche "elastic man". Vive nella mia stessa città ora, ma praticamente non ci si vede mai. Ho parlato anche di lui, nell'altro blog.
C.M. il "figo", di cui ho detto prima, comunque ancora carino, anche nei modi. Era più "convinto" quando si andava a scuola;
P.P. il tenerone;
R.G. con lei ci si vede generalmente tutti gli anni al mare. Matta come un cavallo, ne spara una dietro l'altra. Simpaticissima;
P.B. l'altra "organizzatrice" delle cene. Era un po' "secchiona", ma simpatica e sempre disponibile;
A.S. riservata, buona amica.
Alla prossima.
giovedì 19 ottobre 2006
giornata no
Oggi è proprio giornata no. Ma non di quelle giornate che già al mattino sai che è storta. No. E' una di quelle giornate che sembra partano bene, ma che poi, pian piano, accumuli tensione, fino ad arrivare a sera e non poterne davvero più.
Ecco, allora, stamattina al risveglio, tutto ok, arrivo al lavoro e tutto come al solito, fino al momento in cui arriva una delle colleghe, quella che è in ufficio con me (la bionda di qualche post fa, per intenderci).
Praticamente dopo 10 minuti già non ne potevo più delle sue domande, del suo intrufolarsi in quel che faccio, delle sue chiacchiere.
Poi ho scoperto che questa mia insofferenza particolare di stamattina la provavano anche le altre 2 colleghe, quindi mi sono leggermente tranquillizzata, ho pensato che non ero io ad essere "poco ricettiva", anche perchè solo lei mi irritava, gli altri no.
Vi faccio qualche esempio:
1) "Ma com'è che non riesco più ad entrare in questo sito? Mi da un messaggio strano...java qualcosa...." Io vado a vedere e non so come, ma deve aver combinato qualche casino con java, per cui le dico di reinstallarlo, le spiego come deve fare e poi me ne vado. Dopo 10 minuti mi richiama e mi dice: "Senti, secondo te devo cliccare su accetto?" e poi "E adesso? riuscirò a rientrare nel sito?" "Chissà cosa è successo" e via di seguito.
2) "Sai che non ci sono ancora le stampe di quel contratto?" (sono due giorni che mi stressa con queste stampe, continua a inviare stampe e non le ritrova, bah). Allora le dico che provo io a fare l'invio, e lei viene a curiosare. Mentre lavoro lei mi fa i commenti: "Ma no, non bisogna entrare lì, io sono entrata da un'altra parte" "E non metti la spunta lì?" . E ci credo che non riusciva a stampare allora!!! Fatto sta che tempo 10 minuti le faccio ste stampe senza problemi. Nel frattempo, lei curiosa sulla mia scrivania, tra le carte su cui sto lavorando e legge: Nomina Commissione Elettorale. Quindi legge tutta la lettera e siccome tra i destinatari c'è il nome dell'altra collega mi dice: "Lei fa parte del Consiglio di Istituto?". A quel punto io la guardo stupita e le dico che no, fa parte della Commissione Elettorale, che non è, chiaramente, la stessa cosa! Ma lo capisce quello che legge????? Ho i miei dubbi!
Comunque, sono riuscita ad arrivare, pur con fatica, alla fine della giornata lavorativa, senza trattarla malissimo (come invece avrei voluto fare).
E ora, arrivata a sera, ho dentro una sorta di inquietudine che non vuole andarsene, spero di potermi rilassare prima di andare a dormire perchè sennò domani sarà ancora peggio di oggi.
Per fortuna ci sono i chat-amici, con cui mi fa piacere chiacchierare e che mi fanno star bene.
Mamma mia, che post orrido! Ma avevo bisogno di scrivere queste cose, un po' forse per esorcizzarle, e sicuramente per sfogarmi. Chiedo scusa a tutti in anticipo per la noia che provocherò, ma... come consiglio sempre, guardate il lato positivo... vi concilierà il sonno!!!
mercoledì 18 ottobre 2006
storielle surreali
Un signore, in paese, raccontava spesso storielle un po' inverosimili. Purtroppo non posso rendere l'atmosfera, perchè lui le raccontava in dialetto ed enfatizzando con i gesti, ma proverò lo stesso a farvi sorridere.
1° storiella:
"L'altro giorno, mentre camminavo per strada, ho lanciato il mozzicone di sigaretta (tipo schiocco di dita). L'ho lanciato così in alto, che ho beccato in pieno un passerotto in volo. Zac, caduto al suolo il passerotto, mi avvicino e... aveva il buco del mozzicone sulla testa!"
2° storiella:
"Una volta ho stappato una bottiglia di spumante, di quelle col tappo di plastica, sapete. Bè, il tappo è partito, ha battuto contro il soffitto e.... tac, si è infilato di nuovo nella bottiglia, ritappandola come prima!".
Buona giornata a tutti!
lunedì 16 ottobre 2006
Ronf ronf ronf
Sono sveglia dalle 4 di stamattina. Mia figlia ha svegliato me e mio marito dicendoci che aveva un forte dolore alla schiena, non riusciva a stare sdraiata.
Dopo un piccolo "interrogatorio" abbiamo scoperto che ieri pomeriggio, mentre era a giocare da un'amico (ci era andata con mia cognata e mia nipote), han deciso di giocare a guardie e ladri, e hanno avuto la brillante idea (parole testuali) di "evadere dalla prigione", che era la cameretta di questo bambino.
Per cui son saltati dalla finestra (a pianterreno, naturalmente), e lei, agilissima (aggettivo ironico, chiaramente), non si è data la spinta giusta e ha battuto la parte superiore della schiena sul davanzale di marmo della finestra.
Naturalmente non ha detto nulla alla zia (la cugina ha battuto il ginocchio a terra ed è stata zitta pure lei), e il dolore probabilmente è passato, così, non ha detto nulla neanche a noi arrivando a casa, e nella nottata, a riposo, ecco che la botta si è fatta sentire.
Così, dopo 2 ore passate a cercare la posizione, abbiamo deciso di andare al Pronto Soccorso, dove per fortuna, ce la siamo cavata in una mezz'oretta. Risultato: contusione, semplice contusione, nulla alle ossa.
Conseguenza: giornata di festa, niente scuola! (per lei) Noi, a lavorare!
domenica 15 ottobre 2006
La pace (nel cuore)
Questa canzone mi da l'idea di una speranza che, pur se tutto cambia, non muore mai.
LA PACE (Ron)
Tutto cambia, anche l'amore non c'è più
Tutto passa, il cuore non sanguina più
tutto torna uva e nuvole lontane
un'idea, una luce, un'anima.
Tutto muore anche speranza se ne va
anche inverno che si perde dietro ai vetri.
Fiorirà, si fiorirà
crescerà la pace che ci avvolge
si alzerà su tutti noi
con ali grandi di aeroplani bianchi e lucidi.
E si, è proprio il tempo breve come un lampo
che bugiardo come la luna più del vento
lo so che passerà e avremo nuovi amori
ci crederò che sia per sempre crederò
tutto gira anche quel sole dentro al sacco
e piovve sulla sposa, per lei fu lo stesso.
......
Conosco il fuoco e la poesia
che brucia dentro e fa cantare
conosco la tristezza e l'allegria
ma voglio vincere per te
ma voglio vincere con te
E poi fiorirò, si fiorirò
così io crescerò, io sono amore e te lo do
io mi alzerò sopra di noi
con ali di aquilone via con me ti porterò
e fiorirà, si fiorirà
poi crescerà la pace che ci avvolgerà
e si alzerà insieme a noi
come in un film nel cielo grande voleremo noi.